QUALE PROTEZIONE PER CANCELLI PEDONALI E CARRABILI?

Da sempre, la protezione perimetrale sui cancelli per mezzo di contatti magnetici passivi risulta problematica, a causa della facile accessibilità, da parte dei potenziali intrusi, all’area in cui i sensori sono installati. A questo si somma la variabilità della linea di chiusura dei cancelli, specie quelli carrabili, con conseguente necessità di un posizionamento del sensore e del magnete che possa garantire un’alta tolleranza nella distanza tra questi ultimi.

sensori cancelli

Ci viene in aiuto una soluzione innovativa, che mantiene la caratteristica di passività del contatto magnetico – quindi la compatibilità con tutte le centrali di allarme classiche – offrendo un livello di affidabilità e di sicurezza elevatissimo, grazie alla codifica magnetica del sensore.

Si tratta del CST-03, modello che deriva dalla Coded Sensor Technology (CST), piattaforma ad altissima sicurezza sviluppata e brevettata da TSec per la realizzazione di contatti magnetici passivi codificati.

Caratteristiche base del CST-03

– Coppia sensore/magnete: il contatto riconosce il proprio magnete

– Circuito antimascheramento indipendente: tentativi di utilizzare un magnete diverso da quello codificato causano l’apertura di un circuito di tamper 24h, indipendente dal contatto primario

– Sensori passivi compatibili con ogni marca centrale: i sensori CST, nonostante la loro tecnologia avanzata, si presentano alle centrali come comuni contatti passivi

– Elevata tolleranza: garantisce un’adeguata capacità di lavoro del sensore in applicazioni dove la chiusura del cancello non è sempre precisa

Il sensore è completamente resinato, garantendo installazioni in esterno sicure nel tempo.

Il CST-03 offre, inoltre, la possibilità di integrare le resistenze di doppio bilanciamento elettrico dei valori richiesti. Il tutto all’interno in un robusto involucro di alluminio anodizzato.

È disponibile nelle configurazioni con cavo o con morsetti e ha la caratteristica di poter essere montato in linea o ad angolo retto, senza necessità di staffe accessorie.

Garantito dieci anni, CST-03 è prodotto interamente in Italia da TSec.

The boating party

We continue #WomansHistoryMonth by presenting one of the few female impressionist painters: Mary Cassatt. Cassatt was an American painter and printmaker. She was born in Pennsylvania, but lived much of her adult life in France, where she first befriended Edgar Degas and later exhibited among the Impressionists. Cassatt often created images of the social and private lives of women, with particular emphasis on the intimate bonds between mothers and children.Mary Cassatt painted this work during a stay at Antibes, on the Mediterranean coast of France. Under its intense sun, she began to experiment with harder, more decorative color. The bold geometry and decorative patterning of the surface reminds of Gauguin, Van Gogh and of course, of Japanese prints. 

This painting, one of her most ambitious, was the centerpiece of Cassatt’s first solo exhibition in the United States in 1895. Her contacts with wealthy friends in the United States did much to bring avant–garde French painting into this country

Settimana 6-10 marzo 

Week Ahead – 06-10 Marzo
Agenda degli eventi economici della prossima settimana
Mario_Draghi

Settimana importante per i mercati finanziari. Due appuntamenti in particolare raccolgono l’interesse degli addetti ai lavori. La riunione della BCE di giovedì e i non farm payrolls statunitensi di venerdì.
In Europa le scelte del comitato monetario dovrebbero confermare le decisioni prese negli scorsi mesi ovvero tassi invariati e piano di quantitative easing fisso a 80 mld di euro al mese fino ad aprile quando scenderanno a 60 mld di euro). Riteniamo quindi che ci saranno poche sorprese nelle decisioni di politica monetaria, più imprevedibile potrebbe essere il governatore della BCE, Mario Draghi, nella conferenza stampa successiva alle scelte sui tassi.
Negli Stati Uniti attenzione ai non farm payrolls, il più importante dato macroeconomico, prima della decisione della FED sui tassi (meeting FOMC 14-15 marzo).
Lunedì 06 Marzo  
Vendite al dettaglio, Australia;
Ordini alle fabbriche, Stati Uniti;
Intervento del presidente FED di Minneapolis, Neel Kashkari, Stati Uniti.
Martedì 07 Marzo
Meeting RBA decisione sui tassi, Australia;
Ordini alle fabbriche, Germania;
Prezzi alla produzione, Italia;
PIL 4T, Zona Euro;
Bilancia commerciale, Stati Uniti.
Mercoledì 08 Marzo  
PIL 4T, Giappone;
Indice di fiducia imprese, Australia;
Bilancia commerciale, Cina;
Produzione industriale, Germania;
Bilancia commerciale, Francia;
Produzione industriale, Spagna;
Inflazione, Svizzera;
Nuovi cantieri residenziali, Canada;
Stime ADP su nuovi occupati, Stati Uniti;
Scorte petrolio e derivati, Stati Uniti.
Giovedì 09 Marzo
Prezzi al consumo, Cina;
Meeting BCE decisione sui tassi, Zona Euro;
Conferenza stampa Mario Draghi, Zona Euro;
Richieste settimanali di sussidi disoccupazione, Stati Uniti.
Venerdì 10 Marzo
Prezzi alla produzione, Giappone;
Bilancia commerciale, Germania;
Produzione industriale, Francia
Produzione industriale e manifatturiera, Regno Unito;
Non farm payrolls, Stati Uniti;
Tasso di disoccupazione, Stati Uniti;
Numero di trivelle attive (Baker Hughes), Stati Uniti.

ESEMPIO PRATICO

Il cliente in questione quando con la propria auto arriverà davanti il basculante per entrare in garage, premera un pulsante su un telecomandino che ha con se che disattiverà in automatico l’impianto di alalrme e contemporaneamente darà il comando di inizio apertura porta garage.

Entra con l’auto nel garage parcheggiandola, scende dalla macchina e ripigierà il pulsante che, comanderà la chiusura basculante garage.

A questo punto il garage si chiude, ma non attiverà immediatamente l’allarme perché sarà stato programmato per attendere un tempo preimpostato (1-2 minuti) entro il quale l’utente deve fare una certa manovra (decisa dal cliente).

Se questamanovra avviene, l’impianto entrerà regolarmente in allarme (perché per lui appunto, è tutto ok).

Se la manovra non avviene nel tempo prestabilito da noi e dal cliente, l’impianto capirà che c’è qualcosa che non va (presenza di un intruso?) e allora farà partire il suono dell’allarme con sirena e chiamate e messaggi a tutti quelli che vogliamo. Comprese polizia e carabinieri.

Perché tutto ciò? Perché per esempio un malintenzionato potrebbe essere in macchina con te, minacciarti con la pistola, e comandarti di aprire il potellone garage. Solo tu pero’ sai la manovra che devi compiere una volta parcheggiata auto, in modo tale che se sei sotto minaccia di un intruso (e lui non lo sa), l’impianto di allarme riconoscerà che sei in pericolo e farà il lavoro x cui tu lo hai comprato.

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Controllo Bagagli 

Soltanto a partire dal 2001, il controllo del bagaglio da stiva è divenuto obbligatorio. E oggi, in base al Programma Nazionale di Sicurezza emanato dall’ENAC, anche il personale e gli equipaggi vengono sottoposti a controlli, alla stessa stregua dei passeggeri. L’aeromobile diventa, così, il centro del sistema di protezione, al quale seguono tutte le altre aree, compresa la zona esterna all’aeroscalo.
Nel 1988, un Boeing 747 esplose in volo sulla cittadina di Lockerbie, in Scozia, in seguito alla detonazione di un esplosivo nascosto in una valigia da stiva. Nel disastro aereo morirono 270 persone.
All’epoca, a differenza di quanto già avveniva per passeggeri e bagagli a mano, il bagaglio da imbarco non veniva sottoposto ad alcun controllo
Ancora nel 2000, persino gli scali aeroportuali più a rischio e con policy di security più stringenti, si limitavano a chiedere il controllo del bagaglio da stiva solo come misura aggiuntiva. Soltanto con l’ingresso nel nuovo secolo, tale attività è divenuta obbligatoria.
A partire dal 2001, oltre all’International Civil Aviation Organization (ICAO) – agenzia autonoma delle Nazioni Unite incaricata di sviluppare i principi e le tecniche della navigazione aerea internazionale, delle rotte e degli aeroporti e promuovere la progettazione e lo sviluppo del trasporto aereo internazionale, rendendolo più sicuro e ordinato – e ai singoli Stati che allora emanavano leggi in accordo con le sue raccomandazioni e i suoi standard, sulla materia hanno cominciato a legiferare anche altri soggetti, uno su tutti l’Unione Europea.
Proprio a quell’anno risale il primo regolamento della nostra Comunità e, da allora, è stato un crescendo di misure aggiuntive, che sono andate a disciplinare aspetti precedentemente non considerati.
In pratica, sono state progressivamente elaborate una serie di regole base, alle quali devono sottostare tutti i Paesi dell’Unione, adattando alla specificità del contesto europeo quanto previsto dall’ICAO. Che cosa è cambiato a quel punto? Molte cose.
Il Programma Nazionale per la Sicurezza
Il PNS emanato dall’ENAC – Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, che declina nel nostro Paese le leggi europee e disciplina tutte le attività di “aviation security” – è aumentato dalla trentina di pagine nel 2000 alle attuali 150 circa: in pratica, si è andati ad analizzare tutti i singoli aspetti relativi alla sicurezza del volo, con una legiferazione continua.
Inoltre, oggi, a differenza del passato, in cui vi erano norme valide sempre e ovunque a prescindere dalle specificità dei singoli contesti, ci si basa su un approccio legato all’analisi del rischio del sito in esame.
Stanno, poi, diventando titolari della tenuta in sicurezza di spedizioni e bagagli, alcuni soggetti che un tempo non erano presenti nella catena di mission security.
In particolare, nelle forniture per l’aeroporto c’è un lavoro di grande impatto su tutto quello che viene somministrato, utilizzato e venduto nei duty free.
Il legislatore ha stabilito che è possibile delegare parte delle attività di controllo a chi fornisce le merci presenti negli esercizi commerciali dell’area sterile, con una serie di dichiarazioni di conformità e di ispezioni.
Anche il personale aeroportuale e gli equipaggi sono oggi sottoposti a controlli, alla stessa stregua di quanto avviene per i passeggeri, ponendo così l’aeromobile il centro del sistema di protezione, a cui seguono, come cerchi concentrici, tutte le altre aree, compresa la zona esterna dell’aeroporto.
L’esempio di American Airlines
All’interno dell’aeroporto, dove è maggiormente percepita, da parte dei viaggiatori, l’attenzione degli operatori e l’applicazione delle normative, è l’area che precede l’imbarco.
In ogni aeroporto dell’Unione Europea, i passeggeri possono essere esaminati mediante body scanner. Inoltre, in seguito all’attentato di Bruxelles del 22 marzo 2016, l’UE sta guardando con particolare attenzione alle rigide misure di sicurezza praticate negli aeroporti israeliani.
Si ventila l’introduzione di uno “stile Tel Aviv”, con metal detector per bagagli e persone già all’ingresso delle strutture.
Più nel dettaglio, presso l’aeroporto internazionale Ben Gurion di Tel Aviv, considerato uno dei più sicuri al mondo, sono previsti cinque livelli di controllo, dall’ingresso fino all’imbarco, nel corso dei quali gli uomini della sicurezza assegnano un “indice di pericolosità”, per il quale sono previsti ulteriori verifiche prima dell’imbarco stesso.
Se tali novità venissero introdotte, determinerebbero un aumento dei costi e dei tempi di controllo.
Da qui l’importanza della tecnologia: a tela proposito, American Airlines sta facendo da apripista testando un nuovo sistema automatizzato che contribuirà ad accelerare i controlli di sicurezza, basato su tecnologia RFID, telecamere a raggi X, nastri e sistemi di trasporto in grado di isolare i bagagli a rischio senza interrompere il flusso.
I nuovi sistemi utilizzeranno anche la tomografia computerizzata (TAC) per la scansione dei bagagli a mano, mentre in precedenza questa procedura era utilizzata per i soli bagagli da stiva. I passeggeri, insomma, potranno tenere in borsa computer portatili e liquidi, senza dover svuotare il bagaglio ai controlli.
La sfida maggiore? Il rilevamento degli esplosivi
A proposito della tecnologia a raggi X, Claudio Rossi, Security Sales Manager di Gilardoni – azienda che offre una linea completa di soluzioni per il controllo bagagli – spiega come questa permetta agli addetti al controllo di individuare eventuali minacce senza essere costretti ad aprire i bagagli, velocizzando così le operazioni.
Oggi, poi, attraverso la tecnologia multi-energia, i sistemi a raggi X permettono di rappresentare su video, secondo un codice cromatico prestabilito, la natura dei diversi materiali scansionati che compongono gli oggetti contenuti nei bagagli.
In questo modo, diventa più semplice individuare oggetti pericolosi o illeciti che, pur aprendo le valige, potrebbero sfuggire al classico controllo manuale: il nero indica i materiali non penetrabili, permettendo, ad esempio, di individuare, all’interno del bagaglio a mano, una scatola di piombo dove potrebbe essere nascosto qualcosa di pericoloso.
Il blue rileva i materiali metallici, con cui di solito sono realizzati pistole e coltelli. Il verde, invece, segnala i materiali con numero atomico intermedio, come il vetro. Infine, l’arancione coglie i materiali organici e plastici, ovvero droga ed esplosivi.
Il colore, poi, può essere più o meno intenso a seconda della densità e della quantità del materiale sospetto.
In futuro – continua Rossi – ci saranno macchine a disposizione degli addetti al controllo dei bagagli a mano per individuare immediatamente la presenza di materiali esplosivi, solidi o liquidi, attraverso l’immediata interazione con un database predefinito, proprio come già avviene per il bagaglio da stiva.
E, tra le novità in serbo quest’anno, Gilardoni propone il portale EvolvEdge. Si tratta di un metal detector che il passeggero attraversa come fosse un arco e che permette di individuare tutte le possibili minacce, non solo coltelli ma anche esplosivi.
Inoltre, è in grado di esaminare un numero elevato di passeggeri in poco tempo, risultando l’ideale per ingressi ad alto flusso.
Chi c’è dietro la sicurezza aeroportuale?
In seguito al Decreto Ministeriale 85/99, dal 2001 le attività di sicurezza aeroportuale sono state gradualmente trasferite alle società di gestione degli scali. Antonio Guglielmucci, security manager di Gesac – gestore dell’aeroporto di Napoli Capodichino – ci racconta la sua esperienza presso lo scalo più grande del Sud Italia
Quali compiti di security spettano alle società di gestione?
All’inizio le competenze erano squisitamente legate ai controlli “fisici” su ciò che viene imbarcato, dai passeggeri ai bagagli, dalle merci alla posta. Progressivamente, ci sono state affidate ulteriori attività, tra cui i controlli sugli equipaggi e sul personale, compito in precedenza esclusivo delle Forze dell’Ordine. È, poi, recente l’introduzione di attività di vigilanza e pattugliamento delle infrastrutture di volo e delle strutture e aree accessibili al pubblico, col fine di prevenire tentativi di intrusione, individuare tempestivamente atteggiamenti anomali e forzature dei sistemi di sicurezza, che possano fare presumere l’intenzionalità di un attentato terroristico o, comunque, di un atto di interferenza illecita contro l’aviazione civile.
Come si declinano le procedure di controllo bagagli presso l’aeroporto di Napoli?
La linea di Gesac – che è poi quella dell’International Civil Aviation Organization (ICAO), nonché del Programma Nazionale per la Sicurezza emanato dall’ENAC – poggia sull’analisi dei rischio.
Nel concreto, che cosa significa?
Tale prospettiva – ancora in fase di studio e con limitati casi di sperimentazione nei principali aeroporti mondiali – prende in esame una serie di fattori legati alla tipologia di passeggero. E, sulla base di tali fattori, vengono eseguiti controlli di natura diversa, a seconda del potenziale livello di rischio di ciascuno.
Di quali fattori parliamo?
Ad esempio, dei tratti somatici, del paese di provenienza e/o di destinazione, del motivo del viaggio, incrociati con i documenti di identità, i dati biometrici e altri elementi utili.
Corsi di formazione, l’ENAC detta le regole
I corsi sulla security aeroportuale seguono una normativa specifica istituita all’ENAC – Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, che ne stabilisce contenuti, durata e modalità di somministrazione, in aula oppure e-learning, suddividendoli in categorie.
Oggi – spiega Stefano Lucci, CEO di OTJ, società di consulenza e formazione, compresa quella del personale aeroportuale – esistono sedici corsi in materia.
Considerata la delicatezza della funzione, su coloro che si iscrivono viene effettuato uno screening, con verifica di eventuali precedenti penali.
Il controllo viene ulteriormente approfondito dagli organi di Polizia alla richiesta del Tesserino Aeroportuale, documento necessario per operare all’interno di qualsiasi aeroporto.
In particolare, per quanto riguarda il controllo dei bagagli – prosegue Lucci – i corsi sono classificati in base al ruolo specifico dell’operatore e vanno, quindi, dal semplice controllo visivo fino al controllo attraverso l’utilizzo delle apparecchiature a raggi X
I corsi possono essere svolti soltanto presso Enti di formazione e tenuti solo da istruttori certificati ENAC iscritti in un apposito registro presso l’Ente stesso.
Su queste basi, a chi ha frequentato il corso viene rilasciato un attestato con validità ufficiale sul territorio nazionale.
Monitoraggio bagagli in funzione antifurto: l’esempio di Londra
AirPortr, corriere inglese che fornisce un servizio di raccolta e consegna bagagli per chi viaggia in aereo, ha di recente lanciato – primo in Europa – un servizio di trasporto bagagli on demand, rendendo la vita più semplice ai passeggeri grazie al trasferimento delle valigie dall’abitazione, ufficio o hotel fino all’aeroporto.
Il servizio online consente ai clienti godersi il viaggio senza dover portare con sé borse pesanti, che vengono immagazzinate in modo sicuro presso i depositi dei tre scali della città inglese.
Il monitoraggio della distribuzione dei bagagli da e per gli aeroporti di Heathrow, Gatwick e City – salvaguardandoli da danni, manomissioni e furti durante ogni fase del processo di trasferimento – è affidato a telecamere Full HD Sony.
Una volta giunti in aeroporto, tutti i bagagli sono soggetti a rigorosi controlli di sicurezza, tra cui i raggi infrarossi all’entrata e all’uscita dall’aeroporto.
Ogni elemento riporta l’indicazione dell’orario di raccolta e consegna, per un monitoraggio e tracciamento completi, con indicazione della posizione in qualunque momento.

Quanto costa accendere un mutuo? 

Oltre agli interessi, vanno considerate anche le spese di istruttoria, assicurative e notarili. Scopri subito quanto costa accendere un mutuo casa.
Comprare casa è certamente un impegno economico importante, specie nel caso in cui sia necessario chiedere un finanziamento per portare a termine l’acquisto. Accendere un mutuo comporta infatti molti costi: non solo gli interessi, ma anche le spese di perizia e istruttoria, nonché i costi dell’assicurazione e del notaio.
Cerchiamo quindi di capire nel dettaglio quanto costa accendere un mutuo per acquistare un immobile, analizzando una a una tutte l voci di spesa previste.
Interessi sul mutuo prima casa
Ovviamente, la prima voce di costo da considerare è costituita dagli interessi dovuti alla banca. Esistono diverse formule disponibili sul mercato, ma le più conosciute sono sostanzialmente due:
tasso fisso, ovvero che resta invariato per tutta la durata del finanziamento

tasso variabile, che cambia sulla scia delle oscillazioni dell’indice di riferimento

Per capire quali siano le condizioni attuali del mercato, abbiamo utilizzato il comparatore SuperMoney per confrontare i mutui di oltre 14 istituti di credito, ipotizzando di voler richiedere un finanziamento da 150.000 euro da restituire in 20 anni.
Per quanto riguarda i mutui a tasso fisso abbiamo riscontrato che il TAN medio oscilla dal 2,05% al 3,21%, per un totale di circa 35.000-50.000 euro di interessi dovuti alla banca.
Per i mutui a tasso variabile il TAN medio risulta invece compreso tra l’1% e l’1,50%, per un totale di circa 15.000-25.000 euro di interessi.
Spese di istruttoria e perizia
Oltre al tasso di interesse, accendere un mutuo comporta anche altre spese, prime fra tutte quelle di istruttoria e perizia.
Le spese di istruttoria comprendono i costi che la banca deve sostenere per valutare e prendere in carico la richiesta di mutuo. In molti casi questa voce di spesa è azzerata, soprattutto per quanto riguarda le banche online, mentre per quelle tradizionali può arrivare a costare anche 1.000 euro.
Per poter completare la fase di istruttoria è necessario anche che un tecnico effettui una perizia dell’immobile che si intende acquistare, in modo da stabilirne il valore. Il costo della perizia si aggira solitamente tra i 200 e i 400 euro.
Imposta sostitutiva
Infine, bisogna considerare anche l’imposta sostituiva sul mutuo, che per legge è pari allo 0,25% dell’importo richiesto per l’acquisto della prima casa: per un finanziamento da 150.000 euro bisognerà quindi calcolare 375€.
Assicurazione sul mutuo
Un’altra voce di spesa importante è il costo dell’assicurazione sul mutuo. Sebbene l’unica copertura obbligatoria sia quella relativa a scoppio e incendio, può capitare che la banca ponga la sottoscrizione di coperture ulteriori (es. rischio vita o impiego) come condizione necessaria all’erogazione del mutuo. Questo succede ad esempio quando la situazione reddituale del richiedente non è pienamente sufficiente a rassicurare l’istituto di credito circa la sua affidabilità come debitore.
Spese notarili
Infine, per completare l’iter di erogazione del finanziamento dovrai recarti da un notaio. Questi ha il compito di verificare innanzitutto che la proprietà immobiliare in oggetto sia libera da ipoteche o altri vincoli, e successivamente di redigere l’atto di compravendita.
Complessivamente dovrai quindi farti carico sia delle imposte statali relative a tale atto, sia dell’onorario del notaio, per una spesa totale di qualche migliaio di euro.
Come risparmiare sui costi del mutuo?
Come si può vedere, accendere un mutuo non costa poco. Per questo motivo è consigliabile prendersi del tempo per trovare quello giusto, confrontando le offerte di banche diverse, magari aiutandosi proprio con un comparatore online.
Così facendo sarà possibile verificare quale istituto offra il tasso più conveniente, ma anche venire a conoscenza di particolari sconti o promozioni su altre voci di spesa, come i costi di istruttoria e perizia.
Infine, anche per quanto riguarda il notaio è bene non fermarsi al primo preventivo, ma confrontarne più di uno per cercare di risparmiare qualcosa.